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Foto Diana, figli contro diffusione
Messa in onda sequenze sarebbe grossolana mancanza rispetto
LONDRA, 5 GIU - William e Harry chiedono a Channel Four di non mandare in onda fotografie della loro madre, la principessa Diana, morente. In una lettera scritta dal loro segretario particolare, i figli avvertono che la diffusione delle immagini, in un documentario previsto per domani, sarebbe una forma di 'grossolana mancanza di rispetto' nei confronti di Diana. Il network ha negato di voler diffondere immagini-choc nel documentario 'The witnesses in the tunnel'.

Tag: cronaca,storia,notizie,news
(07/06/2007 - 11:10)

di alver

(28/05/2007 - 08:30)

troviamo Denise...

di alver

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Scomparsa il 01 settembre 2004 alle ore 12.00 circa
di fronte la propria abitazione in via
Domenico La Bruna, 6 - Mazara del Vallo (TP)
DENISE PIPITONE
Data di nascita: 26/10/2000
Occhi: Castani
Capelli: Castani
Altezza (al momento della scomparsa): 98 cm
Peso (al momento della scomparsa): 16 kg
Segni particolari:  Un graffio sotto l'occhio sinistro

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(27/04/2007 - 11:11)

vita di tutti i giorni.....

di alver







ALZI la mano chi non è mai stato costretto a passare qualche ora guardando i mortiferi filmini o le pestilenziali fotografie delle vacanze di amici e parenti. Se una volta questo macabro rito veniva officiato davanti ad un proiettore, così da costringere gli aguzzini ad offrire almeno qualcosa da bere o da mangiare, con le nuove tecnologie tutto questo avviene senza contatto fisico. Le foto di zia Abelarda che prende il sole ti arrivano direttamente via posta elettronica. L’ultima ricerca condotta a base europea da Benchmark Research e commissionata da Amd dal titolo “Tecnologia e social sharing”, analizza l’impatto dell’informatica e delle telecomunicazioni nella vita di tutti i giorni. L’abitudine ad utilizzare nuovi strumenti porta gli individui (rullo di tamburi e trattenete il fiato) a mutare i propri comportamenti sociali e relazionali. Lo studio, al di là del banale assunto di partenza, offre un’interessante panoramica a livello europeo di quella che si potrebbe definire la emotion technology.

Uomini e donne. Un numero sostanziale di persone scambia frequentemente un'ampia varietà di informazioni digitali. Questi utenti inviano/ricevono foto digitali (60% dei casi) o file musicali (44%), ritoccano immagini digitali (35%) e si scambiano biglietti d'auguri digitali (30%). Le donne scambiano biglietti d'auguri digitali più frequentemente degli uomini (36% contro 24%) oltre che ricette online (35% contro 18%). Gli uomini tendono invece a svolgere applicazioni di natura maggiormente tecnica, come ritoccare immagini (41% contro 30%) o scambiare video clip digitali (27% contro 17%).

Gusti europei. Gli italiani rivolgono il loro interesse verso i media digitali legati al mondo della musica, come conferma il fatto che il 53% afferma di inviare/ricevere frequentemente file di questo genere mentre un ulteriore 32% dichiara di includere spesso contenuti di carattere musicale nei propri documenti digitali. I francesi sono maggiormente portati allo scambio di ricette o consigli di cucina (35%). I tedeschi sono particolarmente attratti dallo scambio di biglietti d'auguri digitali (41%).


La straordinaria e dramamtica vicenda di un militare italiano.
Lo struggente diario di Alessandro Dietrich, deportato dai tedeschi dopo l'8 settembre, pubblicato postumo.
Li ha curati e protetti, come si fa con i propri figli. Li ha sempre tenuti con sé, nascondendoli nel fondo del tascapane o in una tasca del cappotto, perché voleva ripotarli a casa. Come si fa con i figli. Eppure non ha mai voluto che i suoi figli li vedessero e tanto meno che li leggessero. Per questo i fogli su cui Alessandro Dietrich aveva raccontato la sua sperienza nei lager nazisti- prima a Dachau, poi a Wietzendorf - hanno avuto una storia singolare e straordinaria: appena rientrato dalla Germania, li ha copiati sulla carta protocollata del Comune di Albano Laziale, dove lavorava, quindi li ha consegnati alla moglie Lella, strappandole la promessa di non mostrarli ai loro quattro bambini. «Ci voleva proteggere da quell'orrore, e forse voleva anche chiudere definitivamente con quel passato, spiega oggi il figlio Nanni.
Solo alla morte del marito, avvenuta nell'85, la moglie riprese di nuovo i fogli, li tascrisse uno a uno con una Olivetti Lettera 22 facendone quattro copie, una per ognuno di loro. E solo oggi, a oltre 20 anni dalla morte di Alessandro Dietrich, anche noi possiamo leggerli: l'editore Sironi li ha pubblicati con il titolo Baracche - Appunti di prigionia 1944-1945.
Allo scoppio del conflitto, Alessandro Dietrich era stato mandato in Albania. Dovette entrare in Italia per una ferita all'inguine, ma l'8 settembre lo sorprese al Nord. Cominciò un periodo di latitanza, fu ricercato per essersi sottratto alla chiamata alle armi repubblichina, ma, quando venne a sapere che le camicie nere stavano minacciando la famiglia del fratello Camillo, si consegnò. Processato, sfuggì alla condanna a morte per un soffio: un ufficiale di Salò, al quale Dietrich aveva salvato la vita in combattimento, intercedette per lui. Non gli evitò però la deportazione in Germania.
Baracche è il racconto di quei giorni a Dachau e a Wietzendorf: un racconto crudo, duro, vero, spietato e, in un certo senso, disumano. Episodi della vita quotidiana, ricordi improvvisi e teneri e amare riflessioni, la lotta per la sopravvivenza giorno per giomo, il rapporto con il fratello Camillo, incredibilmente ritrovato a Wietzendorf, e con gli altri detenuti... Il paragone con Prlmo Levi e con Se questo è un uomo è naturale: «Entrambi ebbero salva la vita ed entrambi trovarono la forza di descrivere quell'esperienza, sottolinea il figlio Nanni. Dopo la guerra, Dietrich si diede all'attività sindacale e all'impegno politico, diventando due volte sindaco del suo paese, Albano Laziale. Di quei giomi drammatici e crudeli con i figli non volle però mai parlare: «Accenni vaghi, qualche racconto di traverso ogni tanto, qualche riferimento a sprazzi e tutte le volte accompagnati da un' espressione inconfondibile e amara dello sguardo, e il fare attento, la scelta delle parole e la sensazione che si mordesse le labbra come a ricacciare indietro quel maledetto ricordo, a non volerlo per niente al mondo divulgare», scrive Nanni nella commovente introduzione a Baracche.
Quando poi la moglie Lella sentì di poter interpretare diversamente la volontà del marito e consegnò il manoscritto ai figli, per la famiglia iniziò un lungo percorso catartico, non ancora compiuto. «Sono, siamo tutti ancora stravolti», ammette il figlio Nanni. A nessuno venne mai in mente di pubblicarlo; solo di recente, grazie all'incontro fra la famiglia Dietrich e l'editore Sironi, favorito da un intermediario, è emersa la possibilità di renderlo pubblico.
Ed è una fortuna, perché se è vero che è un documento drammatico, un pugno allo stomaco, non va dimenticato che si tratta di un pezzo di storia. Baracche, e insieme l'intera vicenda di Alessandro Dietrich, è per noi una lezione. Con le parole del figlio Nanni:" A posteriori e da così lontano verrebbe da pensare che anche nelle situazioni più estreme si possa riuscire a rimanere fedeli a sé stessi, ai propri principi morali che molto spesso possono rappresentare l'idea che accompagna una vita intera>.
Tempi bui per la costa Orientale degli USA. Il Boston Herald, in un allarmante articolo, annuncia che la rete elettrica del Massachusetts è sull'orlo del collasso.

Con le temperature già in rialzo, e l'estate in arrivo, molte comunità del Massachusetts potranno dover affrontare blackouts - e persino esplosioni - da migliaia di pericolosi e sovraccarichi trasformatori elettrici.

Documenti in possesso del giornale dimostrano che più di 12.000 trasformatori stanno operando del 200% al di sopra della capacità, e alcuni addirittura al 900% oltre lo standard. I sindacati sostengono che i sovraccarichi stanno spingendo la rete elettrica dello Stato al limite e si attendono blackout per l'estate.


 
 



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